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You4Planet: la Comunicazione Insostenibile della Nestlé

you4planet
Sono giorni che nei vari siti e blog che frequento noto banner sempre più grandi (pubblicità “duepuntozero”?) che sponsorizzano il sito you4planet.it. Il sito, dal taglio molto social, è una iniziativa del marchio di acque minerali Levissima, ovvero del gruppo S.Pellegrino che è di proprietà del colosso alimentare multinazionale Nestlé.

Nel sito si può aderire a degli obiettivi di consumo sostenibile predefiniti (Es. “Devo fare sempre la raccolta differenziata”, “Devo portarmi da casa la borsa per la spesa”) e segnarli come “completati” condividendo questi passi con gli altri amici nel network. E tante altre cose…

You4Planet esempio di comunicazione sostenibile?

Purtroppo no.
Vediamo perché:

Insostenibilità ambientale ed etica della Nestlé
La Nestlè è stata condannata in Italia e altre nazioni per contaminazione dei cibi, discriminazione sindacale, pubblicità ingannevole e nel resto del mondo per episodi anche più gravi. Per saperne di più c’è la voce di Wikipedia.
Insostenibilità ambientale del consumo di acque minerali
Non dimentichiamo che per produrre una bottiglia in PET sono necessari in media 100 cm³ di petrolio, 600 di acqua; per trasportarla nel punto vendita ci vogliono almeno 20 grammi di petrolio e si genera l’emissione di 48 grammi di CO2. E altre risorse si consumeranno per smaltirla come rifiuto (anche riciclare ha il suo impatto, sì).
Per saperne di più c’è un bel video.
Insostenibilità della comunicazione in You4Planet
Nel sito non è possibile proporre obiettivi!
Si può solo aderire ad obiettivi predefiniti e segnarli come “completati” (operazione che non manca sicuramente di accrescere l’autostima dei vari membri). Quindi non può essere definito propriamente un manifesto collaborativo di intenti, semmai si avvicina di più ad un (astuto) sondaggio cui in molti hanno aderito entusiasticamente.  In tutti i media in cui è presente You4Planet non c’è una comunicazione orientata alla conversazione. Sia i messaggi publicitari, diffusi e declinati nei vari formati, che i contenuti nei social network sono improntanti alla classica “call to action” (es. “Registrati”, “Leggi”, “Scopri”, ecc…) o alla segnalazione di spunti e articoli più che alla promozione reale di conversazion tra azienda e persone.

You4Planet è una buona iniziativa promozionale che cerca di sposare alcune ultime tendenze del web marketing ma che perde di credibilità per le ragioni su elencate.

Fare comunicazione sostenibile implica una solida credibilità dell’azienda su questo versante, una reputazione sicuramente meno compromessa di quella della Nestlè, una effettiva sostenibilità ambientale dei marchi e dei prodotti associati ben lontana dall’impatto ambientale della produzione di bottiglie di acqua minerale.

Fare comunicazione sostenibile significa non solo comunicare la sostenibilità ambientale del prodotto/servizio ma sopratutto adottare pratiche di comunicazione orientate alla conversazione, alla collaborazione e alla ecologia della attenzione.

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Chief Sustainability Officer. Nuove professioni della Green Economy.

Chief Sustainability Officer
Molte grandi aziende negli USA hanno iniziato ad assumere responsabili per la sostenibilità aziendale.
Il CSO, una figura che in quasi tutti i casi risponde direttamente al CEO, incarna sempre di più la risposta delle aziende ad una crescente sensibilità dei consumatori ai temi ambientali ed energetici, ma anche (o forse soprattutto) alla necessità concreta per le aziende di produrre in maniera sostenibile e diventare competitive in base a questo.

I primi commenti alle assunzioni delle corporation americane auspicano che le responsabilità dei Chief Sustainability Officer si definiscano meglio al punto di determinare una concreta influenza dei CSO nelle scelte riguardanti il business aziendale.

Insomma, niente più presidenti onorari o vice presidenti incaricati di spendere qualche dollaro per riforestare il Costa Rica e ripulire la sporca immagine aziendale, ma persone con uno specifico incarico e con obiettivi non più ausiliari del business, ma fondamentali per il business delle aziende.

Ovvero:

  • il rispetto dei diritti umani e delle diversità nella forza lavoro;
  • il risparmio e l’approvvigionamento energetico dell’azienda;
  • l’impatto ambientale delle attività aziendali.

Quali prospettive per la comunicazione sostenibile?

Quello che finora non sembra emergere, anche in questo scenario avanguardistico della Green Economy USA, è un’attenzione alla sostenibilità delle attività di comunicazione aziendale.

Il concetto di sostenibilità aziendale è infatti spesso circoscritto alla sfera produttiva in senso stretto.
Ma, come è invece obiettivo di questo blog, andrebbe esteso a:

Sostenibilità ambientale ed economica delle iniziative pubblicitarie dell’azienda
Non solo Eco-Advertising, dunque, ma anche una riflessione sui costi dell’advertising e sulla percezione di sostenibilità di questi costi tra i gruppi di consumatori
Ecologia visiva e usabilità delle informazioni aziendali
Nei vari media, nei vari contesti, nei vari luoghi.
Quali sono le aziende che fino ad oggi si sono interrogate su questo punto?

I CSO potrebbero sviluppare un’attenzione a questi temi cercando un dialogo nei luoghi digitali. Non dimenticando, ovvero, che i mercati sono e rimarrano per un po’ conversazioni. Conversazioni nel World Wide Web, fondamentalmente.

Riusciranno i Chief Sustainability Officer ad assicurare la sostenibilità della comunicazione aziendale?

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