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	<title>Fabrizio Napoli&#039;s Blog. Comunicazione Sostenibile 2.0 &#187; Media Sociali</title>
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	<description>Discussioni sulla sostenibilità della comunicazione e sulla ecologia dell&#039;informazione e dell&#039;attenzione.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Mar 2010 13:39:59 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Le Conversazioni sul Web e le Aziende</title>
		<link>http://www.fabrizionapoli.it/real-time-web/le-conversazioni-sul-web-e-le-aziende/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 12:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Real Time Web]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Media Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai mercati come conversazioni al web come conversazione. Come e perchè aziende e istituzioni devono conversare con le persone sul web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-339" title="conversazionisulwebeaziende" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/conversazionisulwebeaziende.png" alt="Le conversazioni sul web e le aziende" width="430" height="275" /></p>
<p>In una settimana (passata) in cui tutti i grossi <em>player</em> del web sembrano essere stati contagiati dalla voglia di fare qualcosa per affrontare il fenomeno <a title="Discussioni sul web dei twit, dei feed e dei social media. Come un nuovo flusso di contenuti sta cambiando Internet." href="http://www.fabrizionapoli.it/category/real-time-web/">real-time web</a><br />
(Bing-Twitter, Google-Twitter <a title="Accordi con Twitter di Bing e Google" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/10/twitter-bing-microsoft.shtml?uuid=f671351a-bed6-11de-a440-2ca18338c416&amp;DocRulesView=Libero">due accordi in un solo giorno</a>, wow!)<br />
si afferma un principio importante:</p>
<p><strong>il web è conversazione.</strong></p>
<p>Anzi conversazioni. Tra persone, in tempo reale.</p>
<p>La definizione descrive un&#8217;<strong>importante trasformazione</strong> dalla forma originaria del <em>World Wide Web</em> da enorme, sconfinato &#8211; ma ordinato &#8211; <strong>archivio</strong> di informazioni ad un <strong>ecosistema di micro-conversazioni</strong> dalla natura disordinata e frammentaria.</p>
<p>I <strong>protagonisti</strong> indiscussi della <strong>prima forma del world wide web</strong> sono stati i <a title="Discussioni sulle evoluzioni dei motori di ricerca e sugli ultimi trend" href="http://www.fabrizionapoli.it/category/motori-di-ricerca/">motori di ricerca</a> con la loro capacità di fornire risposte alle ricerche degli utenti.</p>
<p>I <strong>protagonisti del real-time web</strong> sono invece le <strong>persone</strong> e l&#8217;inarrestabile flusso di conversazioni che generano nei social media (ma non solo).</p>
<p>Sulla natura di queste conversazioni (collaborativa? competitiva?) si interroga <a title="Attenti al loop! (Un approfondimento sul concetto di conversazione)" href="http://blog.debiase.com/2009/10/attenti-al-loop-un-approfondim.html">Luca De Biase</a>.</p>
<p>Sulla <strong>opportunità e necessità delle aziende</strong> e delle istituzioni di <strong>conversare con le persone nel web</strong> si dibatte molto invece, ma modelli, strategie e metriche di riferimento rimangono ancora in uno stato <em>beta</em> che forse, però, sembra essere il miglior approccio adattativo ad una forma del web che rimarrà, per sua natura, disordinata e mutevole (&#8220;Prendere atto del disordine&#8221; suggerisce <a title="Ancora su disordine e approssimazione digitale" href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2009/10/ancora-su-disordine-e-approssimazione-digitale.html">Mauro Lupi</a>).</p>
<h2>Perché aziende e istituzioni devono conversare con le persone nel web</h2>
<p>Alcuni spunti che devono far riflettere:</p>
<dl>
<dt><a title="I motori di ricerca sono conversazioni" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/i-motori-di-ricerca-sono-conversazioni/">I motori di ricerca stanno diventando &#8220;conversazionali&#8221;</a></dt>
<dd>Le ricerche nei motori di ricerca comprendono termini e frasi simili sempre più simili alle <strong>conversazioni del mondo reale</strong>. </dd>
<dt>La sinergia tra <em>search</em> e <em>social media </em>e gli effetti sulla pubblicità online<em><br />
</em></dt>
<dd>Una <a title="The Synergy of Search and Social Media" href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007331">ricerca condotta negli USA</a> afferma che gli <strong>investimenti pubblicitari online</strong> delle aziende che conversano sono <strong>più redditizi</strong>. In breve: le persone che hanno trovato un marchio o una azienda contemporaneamente sui motori di ricerca e sui social media cliccano di più sugli annunci pubblicitari sul web. </dd>
<dt>&#8220;I mercati sono conversazioni&#8221;</dt>
<dd>Dal pluricitato <a title="voce su Wikipedia su Cluetrain Manifesto" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_Manifesto">Cluetrain Manifesto</a> del 1999.</dd>
</dl>
<h2>Cosa fare per conversare nel web?</h2>
<p>Per aziende e istituzioni il punto importante <strong>non è fare</strong> qualcosa (aprire un blog, un account twitter, etc&#8230;) ma <strong>capire</strong>.</p>
<p>Ovvero:</p>
<dl>
<dt>Sviluppare una nuova <em>web intelligence</em></dt>
<dd>Monitorando i <em>trend</em> di ricerca e conversazione su motori di ricerca e social media per individuare temi e spazi di conversazione idonei.</dd>
<dt>Comprendere la natura delle conversazioni sul web</dt>
<dd><a title="Il web non è persuasione" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/il-web-non-e-persuasione/">Non conversare per persuadere</a> ma per costruire condivisione, collaborazione e valore con le persone.</dd>
<dt>Sviluppare una comunicazione aziendale sostenibile nelle conversazioni </dt>
<dd>Il flusso di conversazioni sul web cresce in maniera esponenziale e disordinata, inondando la vita privata e lavorativa delle persone. In breve tempo si svilupperanno <strong>atteggiamenti individuali di difesa</strong> da questo &#8220;inquinamento&#8221; e quindi una s<strong>elezione continua delle varie conversazioni</strong> da seguire.  Si può ipotizzare che le <strong>conversazioni che sopravviveranno</strong> a queste selezioni saranno le <strong>più autorevoli e rispondenti</strong> a reali esigenze e richieste fatte dalle persone.<br />
Per <strong>guadagnare credibilità e autorevolezza</strong> tutte le forme di conversazione sul web dovrebbero essere quindi improntate ad una <a title="La sostenibilità di Internet e l’ecologia dell’attenzione" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/sostenibilita-di-internet-e-ecologia-della-attenzione/">ecologia della attenzione</a> e a <strong>nuovi modelli di comunicazione aziendale</strong> in cui la pubblicizzazione tradizionale di un prodotto o di un servizio lascia invece spazio alla <strong>promozione di opportunità di dialogo e conversazione con l&#8217;azienda</strong>. </dd>
<dd> </dd>
</dl>
<p>Sono solo pochi spunti e non ovviamente una spiegazione organica e strutturata di come aziende e istituzioni dovrebbero avvicinarsi alle conversazioni sul web.<br />
La migliore definizione, del resto, rimane quella di <a title="Pagina Twitter di Avinash Kaushik" href="http://twitter.com/avinashkaushik">Avinash Kaushik</a>,</p>
<blockquote><p>Social media is like teen sex. Everyone wants to do it. No one actually knows how.<br />
When finally done, there is surprise its not better.</p></blockquote>

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		</item>
		<item>
		<title>Ecologia dell&#8217;informazione al tempo di Twitter e del Blackberry</title>
		<link>http://www.fabrizionapoli.it/ecologia-informazione/ecologia-della-informazione-al-tempo-di-twitter-e-del-blackberry/</link>
		<comments>http://www.fabrizionapoli.it/ecologia-informazione/ecologia-della-informazione-al-tempo-di-twitter-e-del-blackberry/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 10:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ecologia dell'informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia della Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Media Sociali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.fabrizionapoli.it/?p=270</guid>
		<description><![CDATA[Il flusso quotidiano di email, feed, tweet e sms inonda la vita lavorativa e privata. Quali sono le conseguenze di questo overload informativo? Un approccio all'uso sostenibile delle informazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-297" title="ecologiainformazione_twittereblackberry" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/ecologiainformazione_twittereblackberry.png" alt="Ecologia dell'Informazione" width="430" height="250" /><br />
Era il &#8220;lontano&#8221; 2005 quando una <a title="Infomania worse than marijuana Articolo sul sito della BBC" href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/4471607.stm">ricerca commissionata dalla Hewlett Packard</a> affermava:</p>
<blockquote><p>I lavoratori distratti dalle email e dalle telefonate subiscono un calo del quoziente intellettivo più di due volte superiore a quello rilevato nei fumatori di marijuana</p></blockquote>
<p>E la vita quotidiana non era ancora invasa dalle email in <em>push</em> sui Blackberry, dai <em>tweet</em>, dagli SMS e dai vari contenuti che inondano il web oggi. Un <a title="Confess your symptoms of information overload and addiction" href="http://www.guardian.co.uk/technology/blog/2009/sep/24/information-overload">articolo del Technology Blog del Guardian</a> ha esortato i lettori a confessare i propri sintomi di <a title="Sovraccarico cognitivo: voce su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sovraccarico_cognitivo">overload da informazioni</a> e di dipendenza dal flusso di aggiornamenti sulle vite altrui emanato dal web, diffuso nei vari luoghi digitali (social network, telefoni, etc&#8230;).</p>
<h2>Quali sono le conseguenze dell&#8217;Information Overload?</h2>
<p>Le prime conseguenze osservate in alcune ricerche e nella analisi di alcuni fenomeni di cronaca sono abbastanza catastrofiche e inquietanti:</p>
<dl>
<dt>Calo della produttività e della creatività</dt>
<dd>Le continue interruzioni provocate dalle email in arrivo o dai vari aggiornamenti del <a title="Voce di Wikipedia sul lifestreaming" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lifestreaming">lifestreaming</a> altrui causano una perdita di tempo ben superiore a quella che deriverebbe dalla semplice lettura delle nuove informazioni. Spesso queste interruzioni vengono usate per leggere altre informazioni o eseguire altri compiti divergenti da quello su cui si era impegnati o attinenti ad altre sfere (familiare, affettiva), confermando una commistione tra tempi di lavoro, svago e consumo tipica della società attuale. Insomma si innesca una catena di distrazione continua e il ritorno alla concentrazione al compito originario comporta spesso un ulteriore consumo di tempo e risorse cognitive. </dd>
<dt>Deficit dell&#8217;attenzione</dt>
<dd>Questo ciclo di distrazione continua (o &#8220;continua attenzione parziale&#8221; come definito in una ricerca) presenta sintomi e caratteristiche simili a quelle dei disturbi da attenzione determinati su base genetica. </dd>
<dt>Rivolta anti-tecnologica dei figli </dt>
<dd>I protagonisti di questa rivolta <a title="Voce di Wikipedia sul luddismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luddista">neo-luddista</a> sono i <a title="Articolo sul Wall Street Journal" href="http://online.wsj.com/public/article/SB116553463083344032-SzuhOlzamjgoRWAGOqtyX7h8ldM_20071208.html">Blackberry Orphans</a>, ovvero poveri figli ignorati da quei genitori impegnati costantemente a leggere e inviare email dal proprio Blackberry, che hanno sviluppato strategie di rivendicazione dell&#8217;attenzione come buttare nel W.C. il telefono di papà o imporre restrizioni precise alla mamma sull&#8217;uso dell&#8217;odiato oggetto. </dd>
<dl></dl>
</dl>
<h2>Un approccio ad un uso sostenibile delle informazioni sul web</h2>
<p>Gli imperativi sono:</p>
<ul>
<li>Ridurre il carico di informazioni</li>
<li>Praticare una <a title="Lo sviluppo sostenibile di Internet è legato ad una ecologia dell'attenzione i cui protagonisti saranno le persone con le loro relazioni e conversazioni online." href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/sostenibilita-di-internet-e-ecologia-della-attenzione/">ecologia dell&#8217;attenzione</a></li>
<li>Filtrare le informazioni</li>
</ul>
<h3>Alcuni consigli</h3>
<dl>
<dt>Email</dt>
<dd>
<ul>
<li>Scrivere email <strong>brevi</strong> ed essenziali</li>
<li>Limitare l&#8217;<strong>uso dei &#8220;cc&#8221;</strong> e &#8220;rispondi a tutti&#8221;: interessare solo le persone a cui serve effettivamente l&#8217;informazione</li>
<li>Limitare l&#8217;uso delle <strong>email in mobilità</strong> (Yes we can!). Spegnere il blackberry quando si deve.</li>
<li>Assegnare <strong>momenti specifici</strong> della giornata per <strong>leggere e scrivere email</strong>, non consentire alle email di arrivare ogni minuto</li>
<li>Evitare di consegnare <em>ansia</em> ai destinatari con espressioni del tipo &#8220;prima possibile&#8221;, &#8220;con sollecitudine&#8221;, etc&#8230;</li>
<li>Pensare prima di scrivere: <strong>il messaggio è veramente necessario?</strong> In questo senso sarebbe utile darsi anche una <strong>quota massima giornaliera di email</strong> da inviare&#8230;</li>
</ul>
</dd>
<dt>Social Network</dt>
<dd>
<ul>
<li>Assegnare un <strong>tempo preciso della giornata</strong> alla consultazione degli aggiornamenti su Facebook, Twitter, Myspace, etc&#8230; Non lasciare aperti accessi e finestre, né tantomeno rendersi disponibili a tutte le ore in chat</li>
<li><strong>Limitare</strong> i retweet, i &#8220;condividi&#8221; e tutte le altre repliche di contenuto</li>
</ul>
</dd>
<dt>Blog, Feed e altri contenuti online</dt>
<dd>
<ul>
<li><strong>Usare le proprie reti sociali</strong> e le community come un valido <strong>filtro</strong>; è bene fidarsi delle segnalazioni di chi ha interessi simili<br />
(dai una occhiata al Blogroll accanto dunque&#8230;)</li>
<li>Scrivere <strong>post brevi e significativi</strong><br />
(non come questo per intenderci&#8230;)</li>
<li><strong>Ridurre i feed e le sorgenti di informazione</strong> selezionandole continuamente<br />
(spero che tu abbia già aggiunto questo blog all&#8217;aggregatore quindi&#8230;)</li>
<li><strong>Dedicare un tempo specifico</strong> della giornata alla lettura di questi contenuti e non &#8220;sforare&#8221;</li>
</ul>
</dd>
</dl>
<p>E per le chat e il telefono?<br />
Qualcuno ha consigli da dare?</p>

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		<item>
		<title>E se Google non trovasse più quello che cerchiamo?</title>
		<link>http://www.fabrizionapoli.it/google/e-se-google-non-trovasse-piu-quello-che-cerchiamo/</link>
		<comments>http://www.fabrizionapoli.it/google/e-se-google-non-trovasse-piu-quello-che-cerchiamo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 16:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologia della Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Internet Sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Media Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Le informazioni su Internet aumentano anche per merito dei contenuti generati dagli utenti nei media sociali. I motori di ricerca riusciranno a stare al passo?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-135" title="I Motori di Ricerca e le persone" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/motoridiricercaepersone.jpg" alt="I Motori di Ricerca e le persone" width="430" height="250" /><br />
I <strong>motori di ricerca</strong>, primi tra tutti Google, sono di fronte ad una sfida cruciale: riuscire a trovare le informazioni cercate tra una quantità crescente di nuovi contenuti che inonda il Web e la cui presenza in rete è destinata ad aumentare ancora nei prossimi mesi.</p>
<p>La crescita dei contenuti è e sarà sopratutto crescita di <a title="User Generated content: nuovi modelli di business con la crescita" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/user-generated-content-nuovi-modelli-di-business/">contenuti generati dagli utenti</a>: video, post e commenti nei blog, ma sopratutto contenuti generati dagli utenti nei <strong>media sociali</strong>, nello specifico i <em>social network</em> come <a title="Facebook non ha bisogno di introduzioni" href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> e le applicazioni di <a title="Voce di Wikipedia sul micro-blogging" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Microblogging">micro-blogging</a> come <a title="Twitter.com" href="http://twitter.com/">Twitter</a> o <a title="il micro-blogging secondo Google" href="http://www.jaiku.com/">Jaiku</a> (quest&#8217;ultimo recentemente acquisito da Google, guarda un po&#8217;&#8230;).</p>
<p>Questi nuovi contenuti di tipo <em>social</em> si caratterizzano per:</p>
<dl>
<dt>Essere fondamentalmente <strong>informazioni sulle persone</strong> </dt>
<dd>(che sto facendo, cosa penso, quali cause sostengo, le mie foto ecc&#8230;)</dd>
<dt>Avere una <strong>fruizione molto limitata nel tempo</strong></dt>
<dd>(Chi mai vorrà sapere con Twitter cosa stavo facendo 2 settimane fa?)</dd>
</dl>
<h2 class="ask">Google e gli altri motori di ricerca troveranno questi contenuti facilmente?</h2>
<p>I primi allarmi ci sono già stati (<a title="Post sul Technology Blog del Guardian" href="http://www.guardian.co.uk/technology/blog/2009/jan/26/twitter-pollution">How can Google cope with Twitter pollution?</a>) e la questione solleva degli interrogativi sull&#8217;ecologia della informazione on line e la <a title="Lo sviluppo sostenibile di Internet è legato ad una ecologia dell'attenzione i cui protagonisti saranno le persone con le loro relazioni e conversazioni online." href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/sostenibilita-di-internet-e-ecologia-della-attenzione/">sostenibilità dello sviluppo di Internet</a>, già affrontati in questo blog.</p>
<p>Il problema principale posto da queste nuove forme di contenuto su Internet è che esse <strong>destrutturano la forma più comune di contenuto</strong> presente  su Internet fino ad oggi, fatta soprattutto di informazioni più o meno complesse ed esaustive, cercate, trovate e mostrate dai motori di ricerca senza una specifica rilevanza temporale (o perlomeno una che sia al passo con la costante generazione di questo nuovo tipo di contenuti).</p>
<p>I nuovi contenuti, come già detto, sono <strong>nano-informazioni</strong>, piccoli frammenti di vite e di esperienze il cui valore è sopratutto <strong>essere fruibili e condivisibili in tempo reale</strong>.<br />
Sono il <em>real-time web</em> opposto allo <em>slow web</em>, come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi.</p>
<h2>I motori di ricerca dovranno trovare persone, non solo informazioni</h2>
<p>È prevedibile che le ricerche degli utenti riguarderanno sempre più questo tipo di contenuti, una tendenza sicuramente favorita dalla crescita nell&#8217;utilizzo dei media sociali.</p>
<p>Sembra che Google e gli altri motori di ricerca facciano attualmente fatica ad indicizzare i contenuti del <em>real-time web</em> o <a title="Le difficoltà dei motori di ricerca ad indicizzare i nuovi contenuti della rete" href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/web-motori/web-motori/web-motori.html">Deep Web</a>. O potrebbero in ogni caso essere inadeguati a gestire l&#8217;inquinamento dell&#8217;informazione provocato dalla loro visibilità nelle ricerche degli utenti (qualcuno potrebbe anche obiettare che se cerco un Hotel a Napoli non voglio visualizzare l&#8217;ultimo <em>twit</em> di Fabrizio Napoli&#8230;).</p>
<p>In queste condizioni la gente potrebbe anche cominciare a cercare altrove&#8230;</p>
<p>Se i social network decidessero (come faranno) di potenziare le funzioni di ricerca sul web (anche <a title="Facebook Integra Microsoft Live Search. post su Mashable" href="http://mashable.com/2008/10/07/facebook-live-search/">integrando tecnologie &#8220;esterne&#8221;</a>), l&#8217;utilizzo dei motori di ricerca potrebbe calare.<br />
E questa sarebbe una brutta gatta da pelare per Google &amp; Co&#8230;</p>

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