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User Broadcast Content

Il Sistema degli User Broadcast Content
Gli User Generated Content o il Citizen Journalism decreteranno a breve la fine dei giornali e del sistema dei media come l’abbiamo conosciuto sinora?
Una segnalazione di Luca De Biase di un ottimo articolo sulla fine dei giornali mi danno lo spunto per proporre un’osservazione fatta in questi mesi:

gli User Generated Content sono in gran parte contenuti replicati dagli utenti nelle varie reti e media sociali.

Sono User Broadcast Content.

Video, foto e testi, decontestualizzati, attinti da fonti più o meno autorevoli e ripubblicati per conquistare attenzione e reputazione in mini-audience personali (veramente “mini”?).

Il Sistema degli User Broadcast Content

Mi riprometto di offrire una migliore concettualizzazione aggiornando a breve questo post.
Provo tuttavia a elencare alcune definizioni essenziali.

Questo sistema si distingue per:

La presenza dei media tradizionali
Giornali, Radio e Tv rimarrano una componente fondamentale del sistema delle comunicazione e della informazione. Rimangono fonti, ancora non del tutto esaurite, di autorevolezza della informazione e del contenuto. Senza di loro non esisterebbe la mole degli UCG.
Una pluralità di gatekeeper dei contenuti
Ovvero le persone che selezionano le informazioni e i contenuti e li replicano nelle reti sociali di appartenenza. I veri protagonisti di questo broadcasting diffuso che si guadagnano autorevolezza e reputazione online con la loro capacità di proporre contenuti e generare discussioni. Rispetto ai gatekeeper (“guardiani del cancello”) classici delle teorie comunicazionali questi sono molto meno dipendenti dai poteri e molto più invece dalle loro audience e reti sociali. I gatekeeper/broadcaster sono e saranno sempre più in concorrenza fra loro per mantenere l’attenzione delle loro audience. Sono social gatekeeper.
Le audience infedeli
Persone che selezionano frequentemente i loro gatekeeper e le fonti di informazione e la cui attenzione è difficile da mantenere con le strategie di fidelizzazione tradizionali dei media. Sono persone poco attive nella produzione e distribuzione di informazioni e contenuti ma che hanno a disposizione strumenti di conversazione, partecipazione e influenza impensabili nel sistema dei media tradizionali.

Questo sistema si è sviluppato sul presupposto essenziale della disponibilità  in forma gratuita (o comunque della facilità di riproduzione) dei contenuti dei media tradizionali.

Cosa accadrebbe se i social gatekeeper non avessero più un accesso simile ai contenuti?

Sarebbero disposti a pagare per garantirsi un flusso di contenuti e informazioni da replicare nelle varie reti sociali per mantenere la loro reputazione online?

P.s. Murdoch sembra scommettere di sì rinunciando persino alla trovabilità dei suoi contenuti.

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I Media Digitali e la Generazione Altrove

I Media Digitali e la Generazione Altrove

I media digitali stanno plasmando una nuova generazione.
Il tratto comune nell’utilizzo di Web,  Social Network, forum, telefono cellulare, Instant Messaging sembra caratterizzarsi sempre di più come una forma di relazionalità “altrove”. Non un altrove definito, ma un altrove costante, ovvero una attitudine a relazionarsi con altri in un altro luogo digitale mentre lo si sta già facendo in uno specifico.

Prende forma una nuova generazione: la Generazione Altrove.

È il caso banale dell’adolescente che mentre chatta invia SMS agli amici continuando a giocare ad un videogame online.
O dell’impiegato che mentre discute di lavoro con i colleghi in ufficio, chatta su facebook e cerca una recensione sulla fotocamera digitale che intende acquistare su un forum di settore.

Non è semplice multitasking.
Con i media digitali si vive e si agisce in un contesto di relazioni agendo sempre però contemporaneamente in un altro – o altri – paralleli, a volte complementari a volte no.

Credo che la sfida che tutto ciò rappresenti per chi comunica su Internet (Aziende, Editori e Broadcaster, ecc…) sia tutt’altro che semplice.
Posso schematizzarla in pochi punti:

Tesaurizzare il contatto con l’utente della generazione altrove
È sfuggente e orientato ad un continuo cambio di contesto relazionale. Come proporgli in ogni contesto una relazione convincente?
Seguire l’utente altrove tra un medium e un altro, tra un contesto relazionale e un altro
Dimostrare, insomma, di essere un comunicatore altrove, connesso e partecipe di questo cambiamento, che frequenta i luoghi digitali in cui si spostano continuamente le relazioni della generazione altrove.
Proporre conversazioni e non più “messaggi”, nel senso pubblicitario del termine
Sviluppare una capacità di ascolto e conversazione specifica per queste nuove forme di relazionalità altrove. L’attenzione non è più esclusiva! Non dimenticare il primo punto del famoso The Cluetrain Manifesto “I mercati sono conversazioni”.

Di questi temi se ne è parlato più volte, in diversi blog, negli ultimi mesi.
La definizione delle nuove capacità comunicative nell’era della generazione altrove mi sembra però ancora incerta.
Forse è semplicemente… altrove.

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