Succede che…

  • uno chieda ad un professore a contratto della IULM di Milano, che ha appena pubblicato un documento di analisi sui follower Twitter di Beppe Grillo, di dichiarare il suo titolo di studio.
    E questo non per stabilire improbabili dittature del cognitariato laureato, ma solo per capire se un professore a contratto, che ha appena pubblicato uno studio metodologicamente fragile, possa almeno vantare un minimo percorso di studi universitari a riprova, almeno, delle sue intenzioni di fare “ricerca” e non solo clamore mediatico;
  • uno non riceva alcuna risposta dall’interessato, nonostante 4-5 ripetute e cortesi sollecitazioni, anzi viene “bannato” dallo stesso su Twitter (ognuno conserva un concetto molto personale di libertà di espressione e di dialogo)
  • uno decida allora di chiederlo direttamente all’Università, la IULM, via Twitter e via mail, sia alla segreteria del corso di laurea del professore a contratto che al rettorato, pensando che sia abbastanza grave che su una pagina Internet di un professore(seppur “a contratto”) non ci sia alcuna menzione ai suoi studi.
  • uno non riceva alcuna risposta dalla prestigiosa IULM (ma dove è finita la famosa “Anagrafe dei docenti universitari” che doveva obbligare le università a pubblicare CV e titoli dei professori?);

Aggiornamento del 27/07/2012 h 17.10: la IULM risponde eccome! Non a me privatamente, ma con un comunicato stampa che afferma che il professore a contratto non è laureato.
Complimenti.

E quindi succede che

  • Esca un lancio ANSA (ma è veramente uscito questo lancio?) in cui un professore della Bocconi  dichiara, al proposito della discussa analisi: “abbiamo controllato, l’analisi c’è” senza fornire ulteriori dati a riprova della sua valutazione o uno straccio di documento di sintesi di questo processo di verifica.
  • A vari siti Internet e blogger italiani questo basti per titolare in vari modi sulla “correttezza della analisi” del prof.  senza ovviamente scomodarsi in un minimo di fact-checking che avrebbe potuto interessare: la “ricerca” incriminata, la valutazione del professore della Bocconi e l’effettiva uscita di questo lancio ANSA (per non parlare della preparazione universitaria de professore a contratto di cui sopra di cui a tutt’oggi si ignora se possieda un titolo di studio universitario o meno).
  • La IULM prenda però le distanze dallo studio del professore a contratto e specifichi che di “titolare di un contratto per attività formative” si tratta. Bel lavoro comunque.

E allora uno decide di controllare e scopre che

  • La Digital Evaluations, la società inglese che pubblica una nuova ricerca è stata formata (“incorporated” in inglese) appena un mese fa, da una signora 81enne inglese di nome Barbara Kahan che risulta Director  di decine di società chiuse e aperte (in Italia solitamente si chiama “prestanome”) che poi nella stessa giornata si dimette dalla sua carica di Director ; la società nomina quindi qualche minuto dopo un nuovo Director. Indovinate chi? Ma ovviamente il nostro professore a contratto che avevamo lasciato poco fa;
  • Che pochi giorni dopo la stessa società nomina un’altro Director, il buon Matteo Giovanni Paolo Flora fondatore e amministratore di The Fool, Web Agency che tra i suo clienti annovera orgogliosamente lo Studio Professionale Previti, fondato dall’omonimo pregiudicato e corruttore di giudici Cesare Previti;
  • Che la Digital Evaluations non ha mai prodotto prima una ricerca né riporta sul suo sito nomi e CV del suo staff di ricercatori;
  • Che la Digital Evaluations sta tutta (ma quanti sono?) in un business centre con uffici temporanei a noleggio (o Hub se preferite). Ottima soluzione per sbaraccare tutto e fuggire in 5 minuti se dovesse presentarsi la necessità;
  • Che tutto è perfettamente legale e normale, basta però che non lo si spacci per autorevole…

E allora uno si dice che

  • Per fare ricerca o insegnare in un’università in Italia non è necessario dimostrare di possedere un titolo di studio;
  • Lo stato del giornalismo in Italia è sempre più penoso, il fact-checking è pressocché inesistente e i lanci di agenzia non vengono nemmeno approfonditi o verificati; e questo lo dico anche perché nessun giornale si è scomodato più di tanto ad analizzare lo studio sui presunti falsi follower, hanno tutti preferito cavalcare la logica dello scontro tra fazioni;
  • Lo stato della rete sembra prendere una piega altrettanto penosa vista la valanga di insulti, e contestazioni di taglio esclusivamente partigiano piovute sul professore a contratto  senza entrare nel merito dello studio;
  • Sullo stato dell’università italiana… è come sparare sulla croce rossa ormai. La posizione della IULM in questa vicenda riassume tutte le considerazioni possibili;
  • In Italia continua a funzionare una tecnica vecchia ma efficace: spararle grosse,  gridare alla persecuzione e all’odio che piove su sé stessi e nascondersi per un po’ rimanendo a guardare che succede. State sicuri che basta riapparire dopo un po’ per continuare a fare quello che si faceva prima, spesso (ri)candidandosi alle prossime elezioni.

Punto.

Commenti (33)

roberto dadda

28 luglio, 2012 H: 10:06

Analisi un poco impietosa, ma interessante. L’idea che la società fosse stata fondata per cavalcare la visibilità mediatica che si è generata aveva balenato anche a me!

Sul discorso del titolo di professore ha sbagliato il rettore dello IULM: un professore a contratto per la durata del contratto è a tutti gli effetti professore, il consiglio di Stato ha stabilito che si può fregiare di quel titolo.

Per diventare professore non serve essere laureati, non è comune che non lo si sia, ma non è obbligatorio, certo almeno un titolo di studio sul curriculum di un professore universitario ci dovrebbe essere, lo vuole la logica.

Il fatto che una università dica che si accorge solo oggi del titolo di studio di un suo professore è a dir poco surreale!

Diverso il fatto che Marco pubblichi un documento per di più un contratto ufficiale dove ha firmato sotto il suo nome con la dicitura Dott, io la avrei cancellata con un tratto di penna.

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Fab

28 luglio, 2012 H: 11:17

@Roberto
D’accordo su tutto.

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Sandro Merighi

28 luglio, 2012 H: 11:01

Lo IULM ha poi inviato un secondo comunicato in cui cambia versione e afferma che invece camisani è un Professore (a contratto) dello IULM… Inoltre non citi il fatto che camisani invece è laureato, come puoi leggere sotto dalla sua risposta qui http://tech.fanpage.it/la-iulm-scarica-calzolari-non-e-un-nostro-professore-2/

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Fab

28 luglio, 2012 H: 11:16

@Sandro
Verissimo.
Il post l’avevo scritto prima del secondo comunicato purtroppo.
Lo aggiorno nel pomeriggio.
La laurea di Camisani Calzolari quando la vediamo ci crediamo.

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:13

Ma tu chi sei per sostenere tutte queste falsità? Ma hai letto il CV di camisani? Evidentemente la tua è invidia, basta vedere il tuo portfolio! Facciamo girare le tue credenziali… adesso…

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Fab

28 luglio, 2012 H: 11:15

Flavia Merigo, non c’è invidia.
Ti sfugge il punto di questa discussione.

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:14

Camisani è laureato. L’ha dichiarato. E da quanto si capisce la cosa finirà in tribunale per diffamazione…

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Fab

28 luglio, 2012 H: 11:18

Addirittura…
E quale sarebbero le affermazioni diffamanti?
E tu, sopratutto, chi sei Flavia?
Dicci, dicci…

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:25

Diffamanti? IULM dice che non è Professore e non è vero. Dice che non è laureato e non è vero! Chiunque affermi il contrario sta diffamando.

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Fab

28 luglio, 2012 H: 13:45

Prenditela con il rettore della IULM allora che ha affermato che Camisani Calzolari non ha la laurea. Io ho solo riportato la notizia

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:26

“Il post l’avevo scritto prima del secondo comunicato purtroppo.”
Se vuoi fare il piccolo investigatore sarà meglio che fornisci per bene tutti i fatti e non fai finta di dimenticarti di alcuni passaggi fondamentali, come per esempio IULM che ritratta!

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Fab

28 luglio, 2012 H: 13:51

Io veramene volevo fare il musicista a tempo pieno…
la IULM “ritratta”…
E cosa è diventata ora la IULM un pentito di mafia, un testimone in un processo?
La IULM ha fatto un’affermazione. Punto.

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:28

Hai barrato professore dappertutto a fini diffamatori.. quando IULM invece sai bene che ha detto che invece lo è… vergognati! Non mi meraviglierei se camisani ti denunciasse per diffamazione!

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Fab

28 luglio, 2012 H: 13:55

Cara Flavia,
con questo “vergognati” credo tu abbia fatto un passo oltre il normale scambio di opinioni su un blog.
Io non mi devo vergognare di niente, tu invece devi fare ora un passo indietro.
Continuerò ad approvare tutti i tuoi commenti (non so se continuerò a risponderti però) purché rimangano tutti dentro la civile conversazione.
Diversamente non li pubblicherò.
ok?
Con stima

Fabrizio

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Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:39

Mi trovi su facebook, lavoro nella moda. Vuoi l’indirizzo?

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Fab

28 luglio, 2012 H: 13:49

No grazie.
Saluti.

Rispondi

Flavia Merigo

28 luglio, 2012 H: 11:46

Io che ho avuto anche una gelateria a Londra, ti confermo che per la costituzione della società ti posso confermare che sono normali passaggi in UK nella costituzione di società. E’ solo un altro modo vergognoso per gettare ombre…

Rispondi

Fab

28 luglio, 2012 H: 13:52

Hai fatto aprire anche tu la gelateria ad una signora di 81 anni che poi si è dimessa lo stesso giorno?
La stessa signora?
O un’altra?
Dimmi, dimmi, sono curioso…

Rispondi

A. Marsili

28 luglio, 2012 H: 11:51

Grazie per l’ottimo articolo. Credo che la chiave di tutto sta n