I Motori di Ricerca e le persone
I motori di ricerca, primi tra tutti Google, sono di fronte ad una sfida cruciale: riuscire a trovare le informazioni cercate tra una quantità crescente di nuovi contenuti che inonda il Web e la cui presenza in rete è destinata ad aumentare ancora nei prossimi mesi.

La crescita dei contenuti è e sarà sopratutto crescita di contenuti generati dagli utenti: video, post e commenti nei blog, ma sopratutto contenuti generati dagli utenti nei media sociali, nello specifico i social network come Facebook e le applicazioni di micro-blogging come Twitter o Jaiku (quest’ultimo recentemente acquisito da Google, guarda un po’…).

Questi nuovi contenuti di tipo social si caratterizzano per:

Essere fondamentalmente informazioni sulle persone
(che sto facendo, cosa penso, quali cause sostengo, le mie foto ecc…)
Avere una fruizione molto limitata nel tempo
(Chi mai vorrà sapere con Twitter cosa stavo facendo 2 settimane fa?)

Google e gli altri motori di ricerca troveranno questi contenuti facilmente?

I primi allarmi ci sono già stati (How can Google cope with Twitter pollution?) e la questione solleva degli interrogativi sull’ecologia della informazione on line e la sostenibilità dello sviluppo di Internet, già affrontati in questo blog.

Il problema principale posto da queste nuove forme di contenuto su Internet è che esse destrutturano la forma più comune di contenuto presente  su Internet fino ad oggi, fatta soprattutto di informazioni più o meno complesse ed esaustive, cercate, trovate e mostrate dai motori di ricerca senza una specifica rilevanza temporale (o perlomeno una che sia al passo con la costante generazione di questo nuovo tipo di contenuti).

I nuovi contenuti, come già detto, sono nano-informazioni, piccoli frammenti di vite e di esperienze il cui valore è sopratutto essere fruibili e condivisibili in tempo reale.
Sono il real-time web opposto allo slow web, come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi.

I motori di ricerca dovranno trovare persone, non solo informazioni

È prevedibile che le ricerche degli utenti riguarderanno sempre più questo tipo di contenuti, una tendenza sicuramente favorita dalla crescita nell’utilizzo dei media sociali.

Sembra che Google e gli altri motori di ricerca facciano attualmente fatica ad indicizzare i contenuti del real-time web o Deep Web. O potrebbero in ogni caso essere inadeguati a gestire l’inquinamento dell’informazione provocato dalla loro visibilità nelle ricerche degli utenti (qualcuno potrebbe anche obiettare che se cerco un Hotel a Napoli non voglio visualizzare l’ultimo twit di Fabrizio Napoli…).

In queste condizioni la gente potrebbe anche cominciare a cercare altrove…

Se i social network decidessero (come faranno) di potenziare le funzioni di ricerca sul web (anche integrando tecnologie “esterne”), l’utilizzo dei motori di ricerca potrebbe calare.
E questa sarebbe una brutta gatta da pelare per Google & Co…

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  1. [...] appena pubblicato ieri il post sulle difficoltà di Google a stare al passo con il crescente utilizzo di Twitter e Facebook quando mi sono imbattuto in un [...]

  2. [...] tratta di una risposta ad un trend che avevo già segnalato in questo post, ovvero, alla prevedibile crescita di ricerche fatte sui media sociali che più incarnano il [...]

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