Infographics
L’uso degli Infographic (o Infografiche) è aumentato considerevolmente negli ultimi mesi.
La diffusione dell’utilizzo degli Infographic come modello di rappresentazione di un contesto di contenuti solleva però alcune questioni che è il caso di riasssumere, quanto meno perché entrino nel discorso sul futuro degli ecosistemi dell’informazione e della conoscenza.

Il culto dell’oggettività dei dati
L’uso degli Infographic evoca una data religion, un credo dogmatico che vuole che l’intepretazione non possa esistere senza un set di misure, rilevazioni, indici e trend. In questo creed, solido e diffuso, i dati sono fatti, non elementi per capire i fatti. Ma in realtà pochi Infographic si preoccupano di dichiarare l’origine dei dati rappresentati  al punto che alcuni (in questo caso Matt Cutts di Google) hanno sollevato il problema di uno scarso fact-checking delle informazioni presenti in molti di essi. C’è da aggiungere inoltre che spesso, anche quando riportate, molte fonti di dati sono poco autorevoli, poco controllabili o del tutto inattendibili. La data religion che diffonde sempre più l’uso degli Infographic è, almeno in questo stadio, un’enorme promessa di oggettività a cui manca spesso l’oggetto stesso.
Dal discorso all’intepretazione all’azione
Gli Infographic sono contenuti apparentemente neutri . In realtà possono essere un potente artificio visivo per spostare efficacemente l’equilibrio di una esposizione dal discorso all’intepretazione all’azione. Possono dunque accelerare ed enfatizzare i processi decisionali a svantaggio del momento discorsivo e intepretativo di un contenuto. Sono quindi elementi dotati di un certo potere di cui bisognerà sempre di più tener conto.
Dalla content pollution alla data pollution
L’uso degli Infographic non può trascendere le questioni legate alla ecologia dell’informazione e alla comunicazione sostenibile. Il pericolo di un inquinamento da “troppi dati” dell’informazione c’è e va osservato nei prossimi mesi nel suo evolversi.
Dal web dei contenuti al web dei dati
Gli Infographic possono introdurre un cambiamento nell’aspetto della rete? Si passerà da un web fatto da User Generated Content ad uno fatto esclusivamente di dati e rappresentazioni grafiche prodotte da pochi soggetti (con nuovi rapporti di potere tra fonti di contenuto e fruitori)? O il diffondersi degli Open Data potrà in ogni caso riequilibrare, nel web dei dati, i rapporti di potere?

Idee per un uso sostenibile degli Infographic

  • Usare gli Infographic come strategia di riduzione della complessità di un discorso
  • Sviluppare Infographic in relazione a set di dati accessibili e verificabili
  • Introdurre pratiche di sviluppo collaborativo degli Infographic in cui l’intervento di più soggetti possa conferire maggiore autorevolezza e trasparenza ai dati rappresentati. Ad un livello più ampio lo sviluppo in chiave social degli Infographic potrebbe anche delineare nuovi aspetti della cittadinanza digitale e della partecipazione democratica alle scelte di governo.

Commenti (1)

Caterina Tedeschini

11 settembre, 2012 H: 09:10

Ciao Fab,
sono completamente d’accordo con il tuo articolo.
Internet è accessibile, veloce e facile da usare: si cade nella trappola della semplificazione che accorcia i tempi di reazione.
Il mondo reale invece va verso una complessità sempre crescente. Mai dimenticarlo…

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