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	<title>Fabrizio Napoli&#039;s Blog. Comunicazione Sostenibile 2.0 &#187; Real Time Web</title>
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	<description>Discussioni sulla sostenibilità della comunicazione e sulla ecologia dell&#039;informazione e dell&#039;attenzione.</description>
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		<title>Le Conversazioni sul Web e le Aziende</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 12:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Real Time Web]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Media Sociali]]></category>

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		<description><![CDATA[Dai mercati come conversazioni al web come conversazione. Come e perchè aziende e istituzioni devono conversare con le persone sul web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-339" title="conversazionisulwebeaziende" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/conversazionisulwebeaziende.png" alt="Le conversazioni sul web e le aziende" width="430" height="275" /></p>
<p>In una settimana (passata) in cui tutti i grossi <em>player</em> del web sembrano essere stati contagiati dalla voglia di fare qualcosa per affrontare il fenomeno <a title="Discussioni sul web dei twit, dei feed e dei social media. Come un nuovo flusso di contenuti sta cambiando Internet." href="http://www.fabrizionapoli.it/category/real-time-web/">real-time web</a><br />
(Bing-Twitter, Google-Twitter <a title="Accordi con Twitter di Bing e Google" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/10/twitter-bing-microsoft.shtml?uuid=f671351a-bed6-11de-a440-2ca18338c416&amp;DocRulesView=Libero">due accordi in un solo giorno</a>, wow!)<br />
si afferma un principio importante:</p>
<p><strong>il web è conversazione.</strong></p>
<p>Anzi conversazioni. Tra persone, in tempo reale.</p>
<p>La definizione descrive un&#8217;<strong>importante trasformazione</strong> dalla forma originaria del <em>World Wide Web</em> da enorme, sconfinato &#8211; ma ordinato &#8211; <strong>archivio</strong> di informazioni ad un <strong>ecosistema di micro-conversazioni</strong> dalla natura disordinata e frammentaria.</p>
<p>I <strong>protagonisti</strong> indiscussi della <strong>prima forma del world wide web</strong> sono stati i <a title="Discussioni sulle evoluzioni dei motori di ricerca e sugli ultimi trend" href="http://www.fabrizionapoli.it/category/motori-di-ricerca/">motori di ricerca</a> con la loro capacità di fornire risposte alle ricerche degli utenti.</p>
<p>I <strong>protagonisti del real-time web</strong> sono invece le <strong>persone</strong> e l&#8217;inarrestabile flusso di conversazioni che generano nei social media (ma non solo).</p>
<p>Sulla natura di queste conversazioni (collaborativa? competitiva?) si interroga <a title="Attenti al loop! (Un approfondimento sul concetto di conversazione)" href="http://blog.debiase.com/2009/10/attenti-al-loop-un-approfondim.html">Luca De Biase</a>.</p>
<p>Sulla <strong>opportunità e necessità delle aziende</strong> e delle istituzioni di <strong>conversare con le persone nel web</strong> si dibatte molto invece, ma modelli, strategie e metriche di riferimento rimangono ancora in uno stato <em>beta</em> che forse, però, sembra essere il miglior approccio adattativo ad una forma del web che rimarrà, per sua natura, disordinata e mutevole (&#8220;Prendere atto del disordine&#8221; suggerisce <a title="Ancora su disordine e approssimazione digitale" href="http://admaiora.blogs.com/maurolupi/2009/10/ancora-su-disordine-e-approssimazione-digitale.html">Mauro Lupi</a>).</p>
<h2>Perché aziende e istituzioni devono conversare con le persone nel web</h2>
<p>Alcuni spunti che devono far riflettere:</p>
<dl>
<dt><a title="I motori di ricerca sono conversazioni" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/i-motori-di-ricerca-sono-conversazioni/">I motori di ricerca stanno diventando &#8220;conversazionali&#8221;</a></dt>
<dd>Le ricerche nei motori di ricerca comprendono termini e frasi simili sempre più simili alle <strong>conversazioni del mondo reale</strong>. </dd>
<dt>La sinergia tra <em>search</em> e <em>social media </em>e gli effetti sulla pubblicità online<em><br />
</em></dt>
<dd>Una <a title="The Synergy of Search and Social Media" href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?R=1007331">ricerca condotta negli USA</a> afferma che gli <strong>investimenti pubblicitari online</strong> delle aziende che conversano sono <strong>più redditizi</strong>. In breve: le persone che hanno trovato un marchio o una azienda contemporaneamente sui motori di ricerca e sui social media cliccano di più sugli annunci pubblicitari sul web. </dd>
<dt>&#8220;I mercati sono conversazioni&#8221;</dt>
<dd>Dal pluricitato <a title="voce su Wikipedia su Cluetrain Manifesto" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_Manifesto">Cluetrain Manifesto</a> del 1999.</dd>
</dl>
<h2>Cosa fare per conversare nel web?</h2>
<p>Per aziende e istituzioni il punto importante <strong>non è fare</strong> qualcosa (aprire un blog, un account twitter, etc&#8230;) ma <strong>capire</strong>.</p>
<p>Ovvero:</p>
<dl>
<dt>Sviluppare una nuova <em>web intelligence</em></dt>
<dd>Monitorando i <em>trend</em> di ricerca e conversazione su motori di ricerca e social media per individuare temi e spazi di conversazione idonei.</dd>
<dt>Comprendere la natura delle conversazioni sul web</dt>
<dd><a title="Il web non è persuasione" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/il-web-non-e-persuasione/">Non conversare per persuadere</a> ma per costruire condivisione, collaborazione e valore con le persone.</dd>
<dt>Sviluppare una comunicazione aziendale sostenibile nelle conversazioni </dt>
<dd>Il flusso di conversazioni sul web cresce in maniera esponenziale e disordinata, inondando la vita privata e lavorativa delle persone. In breve tempo si svilupperanno <strong>atteggiamenti individuali di difesa</strong> da questo &#8220;inquinamento&#8221; e quindi una s<strong>elezione continua delle varie conversazioni</strong> da seguire.  Si può ipotizzare che le <strong>conversazioni che sopravviveranno</strong> a queste selezioni saranno le <strong>più autorevoli e rispondenti</strong> a reali esigenze e richieste fatte dalle persone.<br />
Per <strong>guadagnare credibilità e autorevolezza</strong> tutte le forme di conversazione sul web dovrebbero essere quindi improntate ad una <a title="La sostenibilità di Internet e l’ecologia dell’attenzione" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/sostenibilita-di-internet-e-ecologia-della-attenzione/">ecologia della attenzione</a> e a <strong>nuovi modelli di comunicazione aziendale</strong> in cui la pubblicizzazione tradizionale di un prodotto o di un servizio lascia invece spazio alla <strong>promozione di opportunità di dialogo e conversazione con l&#8217;azienda</strong>. </dd>
<dd> </dd>
</dl>
<p>Sono solo pochi spunti e non ovviamente una spiegazione organica e strutturata di come aziende e istituzioni dovrebbero avvicinarsi alle conversazioni sul web.<br />
La migliore definizione, del resto, rimane quella di <a title="Pagina Twitter di Avinash Kaushik" href="http://twitter.com/avinashkaushik">Avinash Kaushik</a>,</p>
<blockquote><p>Social media is like teen sex. Everyone wants to do it. No one actually knows how.<br />
When finally done, there is surprise its not better.</p></blockquote>
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		</item>
		<item>
		<title>Twitter e le ricerche nel Real-Time Web</title>
		<link>http://www.fabrizionapoli.it/internet/twitter-e-le-ricerche-nel-real-time-web/</link>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 10:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Real Time Web]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sono le ricerche su Twitter e in che maniera i risultati di ricerca sono diversi da quelli su Google e gli altri motori di ricerca? Come essere visibili nei risultati di ricerca di Twitter?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-223 " title="twitter_homepage_focusonsearch" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/twitter_homepage_focusonsearch.jpg" alt="La nuova home page di twitter con maggiore enfasi sulle funzioni di ricerca" width="430" height="224" /></p>
<p><em>It&#8217;s all about search.</em><br />
Era prevedibile che prima o poi Twitter decidesse di valorizzare le funzioni di ricerca e lo ha fatto ieri proponendo una nuova home page con un focus immediato e rilevante su questo modello, ancora imperante, di interazione tra persone e <em>world wide web</em>: la ricerca.</p>
<p>Si tratta di una risposta ad un <em>trend</em> che avevo già segnalato in <a title="Gli scenari delle ricerche nel Real Time Web" href="http://www.fabrizionapoli.it/google/e-se-google-non-trovasse-piu-quello-che-cerchiamo/">questo post</a>, ovvero, alla <strong>prevedibile crescita di ricerche fatte sui media sociali</strong> che più incarnano il fenomeno del Real-Time Web (Twitter e Facebook) oltre all&#8217;ovvia necessità di orientarsi in un flusso di micro-contenuti (<em>tweet</em>) che cresce, cresce, cresce&#8230;</p>
<p><a title="Come reagiscono Google e gli altri motori di ricerca alle sfide del real time web?" href="http://www.fabrizionapoli.it/google/e-se-google-non-trovasse-piu-quello-che-cerchiamo/">Una bella sfida per Google &amp; Co.</a></p>
<h2>Le caratteristiche delle ricerche Real-Time di Twitter</h2>
<p>Il Real-Time Web sta introducendo delle modifiche alle forme più consolidate di ricerca nel web e presto ciò produrrà nuovi scenari per i modelli di advertising che si sono costruiti su queste forme.</p>
<p>Proviamo a riassumere:</p>
<dl>
<dt>La ricerca proposta da Twitter è semplice</dt>
<dd>Nessun link ad una pagina di ricerca avanzata (<a title="La ricerca avanzata di Twitter" href="http://search.twitter.com/advanced">che pure esiste</a>). L&#8217;enorme casella di ricerca sembra suggerire:<br />
&#8220;Di&#8217; la tua, ci pensiamo noi&#8221;.<br />
E sembra anche suggerire molta spontaneità e istintività nel formulare la ricerca, non più la competenza e le abilità che si sono rese necessarie negli anni per le ricerche su Google.<br />
Questo non vuol dire ovviamente che Twitter abbia già sviluppato una tecnologia di ricerca perfetta (lo vedremo nei prossimi mesi) ma almeno il <a title="Voce di Wikipedia su Look and Feel" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Look_and_feel">Look and feel</a> è assai incoraggiante per il visitatore. </dd>
<dt>Le ricerche su Twitter sono <a title="Le ricerche nei motori sono sempre più simili alle conversazioni del mondo reale. Quali modelli di business per motori di ricerca e investitori pubblicitari?" href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/i-motori-di-ricerca-sono-conversazioni/">conversazionali</a></dt>
<dd>Per sua stessa ammissione Twitter cerca ciò che la gente dice.<br />
Nondimeno è prevedibile che le ricerche degli utenti saranno effettuate sempre più con termini di ricerca complessi  e lunghi, ovvero più simili al linguaggio del mondo reale.</dd>
<dt>L&#8217;oggetto delle ricerche non sono più le informazioni ma le persone.</dt>
<dd>Si potrebbe obiettare che comunque la gente continuerà a cercare su Twitter informazioni semmai troverà conversazioni e persone (più che cercarle). Ad ogni modo i risultati di queste ricerche mettono in relazioni le persone con altre persone, non più con siti web, pdf, blog, gruppi, video e immagini. Questa valorizzazione delle persone come produttori &#8220;visibili&#8221; di contenuti potrebbe sicuramente comportare nei prossimi mesi uno spostamento dell&#8217;oggetto delle ricerche dalle informazioni alle persone (utenti di twitter) le cui conversazioni sono ritenute più significative rispetto ai propri interessi personali.<br />
A chiunque abbia un background di studi in scienze sociali non potrà sfuggire la valenza di questo cambiamento in termini di influenza personale.</dd>
<dt>I risultati di ricerca su Twitter valorizzano la novità</dt>
<dd>Del resto è il principio ispiratore del Real-Time Web.<br />
<strong>Conta quello che succede e si dice ora.</strong><br />
Niente autorevolezza dell&#8217;account Twitter (ma sarà sempre così?), niente <a title="Voce Page Rank su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/PageRank">PageRank</a>, <a title="voce Backlink su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Backlink">Backlink</a> e altre tecnicalità che hanno reso celebri le tecnologie di ricerca dei grandi motori sul web.<br />
Per essere presenti nei risultati di ricerca non bisogna investire budget più o meno consistenti per <a title="Posizionamento sui Motori di Ricerca. Promozione siti con SEO e Pay Per Click | Gazoweb" href="http://www.gazoweb.com/webmarketing/posizionamento-sui-motori.html">servizi di posizionamento sui motori di ricerca</a> ma solo tempo. E ovviamente bisogna avere sempre qualcosa di interessante da dire e al momento giusto. A questo si aggiunga che i contenuti perdono di valore e visibilità su Twitter nell&#8217;arco di poche ore rendendo del tutto inutile quelle logiche di accumulazione/archiviazione cura e trovabilità dei contenuti nel tempo che oggi distinguono siti Internet e Blog.<br />
Insomma essere visibile su Twitter non è così semplice. Al momento è solo, apparentemente, più economico. </dd>
<dt>Twitter valorizza i <em>trend</em> delle conversazioni</dt>
<dd>I popular topics mostrati sotto la casella di ricerca non sono certo una nuova invenzione (vedi i <em>trends</em> di Google e i <em>buzz</em> di Yahoo). Però sono lì in home page. Va da sé che essere presenti nei risultati di ricerca dei popular topics è una delle sfide importanti per chi vuole guadagnare visibilità su Twitter.</dd>
<dt>Twitter incoraggia le ricerche &#8220;locali&#8221;</dt>
<dd>Si può ipotizzare che non sia attualmente una delle funzionalità più utilizzate ma cercare ad esempio &#8220;scarpe a roma&#8221; anzichè un generico &#8220;scarpe&#8221; sarà una tendenza delle ricerche dei prossimi mesi. E su questo punto la tecnologia di ricerca di Twitter sembra avere qualche punto di vantaggio in più rispetto ai grandi motori del web.<br />
Questa è ovviamente una ottima opportunità per chi ha qualcosa da dire &#8220;localmente&#8221;.</dd>
</dl>
<p>Insomma Twitter è e sarà per i prossimi mesi <em>search</em>. Qualsiasi modello di business che questo social media vorrà adottare (dovrà farlo presto)  non potrà prescindere da questo modello di interazione. Qualcosa mi dice che i futuri servizi a pagamento di Twitter (pubblicità display?) non saranno così innovativi come il fenomeno Real-Time.</p>
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		<title>I motori di ricerca sono conversazioni</title>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2009 17:15:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Real Time Web]]></category>
		<category><![CDATA[Lunga Coda]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ricerche degli utenti nei motori sul web utilizzano semprè più termini simili alle conversazioni del mondo reale. Quale futuro per i motori, gli investitori pubblicitari e i rispettivi modelli di business?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-208" title="L'incremento delle parole utilizzate nelle ricerche nei motori di ricerca negli Usa" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/searchengines_wordsincrease.jpg" alt="L'incremento delle parole utilizzate nelle ricerche nei motori di ricerca negli Usa" width="430" height="256" /><br />
In principio furono i mercati ad essere definiti conversazioni, nel celebre <a title="voce su Wikipedia su Cluetrain Manifesto" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cluetrain_Manifesto">Cluetrain Manifesto</a> del 1999.<br />
Ma oggi i mercati &#8211; mentre continuano ad essere più che mai conversazioni &#8211; sono anche sempre più ricerche.</p>
<p>E le ricerche fatte dagli utenti nei principali motori di ricerca, da un po&#8217; di mesi, <strong>tendono ad aumentare</strong> con percentuali a 2 cifre e ad essere effettuate sempre più con termini di ricerca complessi  e lunghi, ovvero più <strong>simili al linguaggio del mondo reale</strong>.</p>
<p>Tutto ciò a dispetto della profezia, <a title="Google Suggest ha ucciso la lunga coda? Risposta" href="http://www.fabrizionapoli.it/seo/google-suggest-ha-ucciso-la-lunga-coda-la-risposta/">già contestata</a>, che con l&#8217;avvento di Google Suggest questa lunga coda di ricerche si sarebbe esaurita presto.</p>
<p>Le ricerche degli utenti <strong>sono sempre più conversazionali</strong>, più semanticamente compiute e si può ipotizzare che <strong>saranno sempre più <em>real-time</em></strong>,  ovvero, utilizzeranno crescentemente termini di ricerca con riferimenti alla attualità o (perché no?) alle esperienze personali e collettive degli utenti.</p>
<p>Un flusso di micro-ricerche, una lunga coda di pensieri e desideri, forse non tutti orientati ad uno scopo ben preciso, che ha già invaso i media sociali mostrando al contempo:</p>
<ul>
<li>la <strong>grande capacità dei <em>social network</em></strong> (anzitutto Twitter) di diventare i luoghi eletti di questo flusso di pensieri e ricerche</li>
<li><strong>l&#8217;incapacità di Google</strong> di stare al passo con questo real-time web, sia nella indicizzazione del flusso di micro-contenuti generati dagli utenti nei social media sia, ora più drammaticamente, nelle difficoltà di mostrare annunci pubblicitari pertinenti con queste ricerche più complesse.</li>
</ul>
<p>Quest&#8217;ultima è una ipotesi avanzata da <a title="As We Head Toward A More Conversational Interface, Can AdWords Keep Up?" href="http://battellemedia.com/archives/004922.php">John Battelle</a> e confermata da un calo dei click degli utenti sugli annunci pubblicitari del circuito Google negli ultimi mesi.</p>
<p>E non si tratta, con molta probabilità, solo di un banale &#8220;effetto recessione&#8221;.<br />
Le <strong>ricerche conversazionali</strong> degli utenti pongono infatti delle <strong>sfide ben precise</strong> ai motori di ricerca e agli investitori pubblicitari.</p>
<dl>
<dt>Mostrare quello che la gente cerca</dt>
<dd>Detta così sembra banale. In realtà il paradigma dalla nascita dei motori di ricerca ad oggi è stato &#8220;imparare ad utilizzare i motori di ricerca&#8221; o &#8220;imparare a cercare&#8221;; è ora invece che i <strong>motori imparino come gli utenti cercano</strong> e adattino le loro tecnologie e modelli di business a questa conoscenza. </dd>
<dt>Pubblicizzare opportunità di dialogo e conversazione</dt>
<dd>Non solo prodotti e servizi.<br />
Gli investitori pubblicitari devono mostrare la capacità di essere partecipi e protagonisti del <em>real-time web</em>, non spettatori opportunisti.</dd>
<dt>Sviluppare modelli di<em> real-time advertising</em> </dt>
<dd>Legare ovvero messaggio e presenza pubblicitaria al flusso degli eventi, delle conversazioni. Monitorare le ricerche degli utenti e adattare messaggi e investimenti pubblicitari a questo flusso, ai vari <em>twit</em>, <em>feed</em> e altre tendenze, magari avvalendosi delle migliori professionalità invece di fare da soli. </dd>
</dl>
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		<title>E se Google comprasse Twitter?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 15:37:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fab</dc:creator>
				<category><![CDATA[Google]]></category>
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		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Google non riesce a stare al passo con le ricerche real-time e il micro-blogging. Comprare Twitter potrebbe essere una soluzione?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-155" title="Google comprerà Twitter?" src="http://www.fabrizionapoli.it/wp-content/uploads/googleeatstwitter.jpg" alt="Google comprerà Twitter?" width="430" height="150" /><br />
Avevo appena pubblicato ieri il <a title="E se Google non trovasse più quello che cerchiamo?" href="http://www.fabrizionapoli.it/google/e-se-google-non-trovasse-piu-quello-che-cerchiamo/">post sulle difficoltà di Google</a> a stare al passo con il <strong>crescente utilizzo di Twitter</strong> e Facebook quando mi sono imbattuto in un illuminante <a title="Twitter = YouTube" href="http://battellemedia.com/archives/004832.php">post di John Battelle</a> sul tema.</p>
<p>L&#8217;ipotesi di Battelle (neanche così azzardata) è che Google decida presto di smettere di rivaleggiare con Twitter con la sua piattaforma di micro-blogging Jaiku acquisendo il primo, senza troppi fronzoli.  Esattamente <strong>come ha fatto con YouTube</strong> dopo aver capito che Google Video non avrebbe potuto competere con il più popolare.<br />
Secondo John Battelle</p>
<blockquote><p>Twitter. It&#8217;s an asset Google cannot afford to not own</p></blockquote>
<p>Insomma, <strong>Google deve comprare Twitter</strong>.<br />
E aggiungo che deve farlo presto se vuole  stare al passo con la crescente tendenza delle <a title="From Static to Realtime Search by John Battelle" href="http://battellemedia.com/archives/004738.php">ricerche <em>real time</em></a>.</p>
<p>Il <strong><em>Search</em></strong>, il modello principale di interazione tra persone e <em>world wide web</em>, sta vivendo infatti una particolare fase di evoluzione che prospetta delle sfide per i motori di ricerca. Quei motori di ricerca che fino ad oggi si sono mostrati abili a indicizzare lo <em>Static Web</em> (o <em>Slow Web</em>) molto meno invece il <strong><em>Real Time Web</em></strong>, ovvero la quantità crescente di <a title="User Generated Content. Quali nuovi modelli di business." href="http://www.fabrizionapoli.it/internet/user-generated-content-nuovi-modelli-di-business/">contenuti generati dagli utenti</a> nei siti di micro blogging o nei social network.</p>
<p>Le sfide per i motori di ricerca, quindi anzitutto per Google, sono:</p>
<ul>
<li>Fornire nei risultati di ricerca <strong>contenuti provenienti dal Real Time Web</strong></li>
<li>Far cercare gli utenti dentro i <strong>media sociali</strong> in cui passano sempre più tempo e non costringerli ad uscire per utilizzare i motori di ricerca nel modo in cui avviene oggi</li>
<li><strong>Monetizzare</strong> questo nuovo assetto dei risultati di ricerca. Non dimentichiamo che per ora Twitter e Facebook (come molti altri) rimangono <em>asset</em>, incapaci di produrre ricavi considerevoli e di esprimere un solido modello di business, come è invece ancora oggi per il <em>Search</em> di Google.</li>
</ul>
<p>Gli interrogativi sono:</p>
<ul>
<li>Comprare Twitter potrebbe essere una valida strategia di espansione per Google?</li>
<li>Come riuscirebbe Google a trarre ricavi da un servizio sostanzialmente guidato dalle <em>community</em>, quindi decisamente diverso da quelli attuali di Google?</li>
</ul>
<p>Per ora non mi sembra di riuscire a trovare risposte facili <a title="Twitter dice di No a Facebook" href="http://www.neowin.net/news/main/08/11/24/twitter-says-no-to-facebook-acquisition">né sembra così facile comprare Twitter</a>.</p>
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